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Padre - Taurasi D.O.C.G. - 2011

Il vino identitario dell'azienda, segue un processo produttivo molto rigoroso che parte con 12 mesi di fermentazzione in grandi botti di castagno, un affinamento di ulteriori 12 mesi in piccole botti di rovere esausto (dopo 20 anni di onorato servizio) e 12 mesi di affinamento in bottiglia tappata con tappo di sughero naturale monopezzo prima della commercializzazione.

Titolo alcolometrico: 14,50%
 

La viticoltura

Nome vigneto/i: Aglianico
Superficie (ha): 4,50
Suolo: argilla
Esposizione dei filari: sud
Altitudine: 350/400mt
Vitigno/i: Aglianico
Forma di allevamento: cordone speronato e guyout (vecchia raggiera avellinese)
Età media delle viti: 70 anni
Densità d’impianto (ceppi/ha): 1000/ 1200
Produzione per ceppo (kg/pianta): 4 i 7 kg a pianta
Produzione per ettaro (q/ha): tra i 40 e i 70 qt
Trattamenti (tipologia e frequenza): zolfo e rame
Fertilizzanti (tipologia e frequenza): nessuno
Periodo vendemmia: dal 5 al 15 novembre
Modalità di vendemmia (indicare se manuale o meccanica, e se manuale indicare se in cassetta, in cassone, in rimorchio): manuale e in cassetta foto della raccolta
Certificazioni (biologica, biodinamica, altro): biologica
Eventuali notizie aggiuntive inerenti la viticoltura: contadina e profonda conoscenza del nostro terreno e vitigno

IdentikEatCON COSA É FATTO?

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Aglianico Taurasi - Affinato in botte di Rovere esausto (12 Mesi)
La cantina di Enza - Az. Agr. Saldutti Vincenzo

Dopo l'Affinamento in botte grande di castagno per12 mesi, il Taurasi Padre 2011 passa ad affinarsi in botte piccola rovere esausto ( ormai di circa 20 anni) per altri 12 mesi

IdentikEatIl processo produttivo

COME VIENE PRODOTTO Padre - Taurasi D.O.C.G. - 2011

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L’enologia

Aglianico in purezza che fermenta in modo spontaneo per 20/40 giorni senza alcun controllo per poi riposare in legno.

Modalità di diraspatura e pigiatura: diraspatrice elettrica
Modalità di pressatura: torchio manule
Vinificatori in (materiale): acciaio
Macerazione (durata e temperatura, specificare se controllata): no
Anidride solforosa e/o acido ascorbico (quantità e momento di aggiunta): 60mg
Utilizzo di lieviti selezionati (se sì, tipologia e provenienza; indicare se i lieviti hanno una certificazione No Ogm): no
Metodologia di stabilizzazione: no
Filtraggi (se sì, tipologia): no
Chiarifiche (se sì, tipologia): no

Eventuale affinamento in acciaio (durata): no
Eventuale affinamento in botte o barrique (tipologia, capacità e n° passaggi): 12 mesi in botte grande di castagno (2400lt) e 12 mesi in botte piccola di rovere esausto (225 lt)
Eventuale affinamento in bottiglia (durata): 12 mesi
Eventuali correzioni: no
Uso di mosto concentrato/mosto concentrato rettificato: no
Utilizzo di concentratore: no
Pratiche di “salasso”: no
Resa uva/vino (%): 65

Numero di bottiglie prodotte: 1300 circa
Tipologia bottiglia (borgognona, bordolese, alsaziana, albeisa etc): bordolese
Tappo in (materiale): sughero naturale

Destinazione delle vinacce: spandimento agronomico
Produzione di grappe o distillati (si o no): no
Quantità:
Luogo e modalità di distillazione:

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IdentikEatIl produttore

La cantina di Enza - Az. Agr. Saldutti Vincenzo

Entusiasmo, passione, amore per la terra, caparbietà e un grande intuito. Tutto questo è Enza Saldutti, vulcanica titolare dell’azienda La Cantina di Enza che sorge in Contrada Torre a Montemarano (Av). Una realtà giovane, nata nel 2011, anche se figlia dell’esperienza di 4 generazioni di vignaioli, nella quale lavorano Enza e suo padre, Vincenzo, e che complessivamente produce poco più di 8mila bottiglie all’anno.

I trattamenti sono ridotti al minimo, e dopo aver raggiunto la certificazione biologica si prosegue lungo la strada che conduce al biodinamico.

«Il lavoro -ci dice Enza- è quotidiano e va fatto nella terra, tra le vigne. Bisogna saper ascoltare quello che la natura dice e ricordare che per ricevere del bene da lei devi trattarla bene».

La produzione, come detto, è estremamente limitata, ma offre autentici gioielli:Aglianico Doc, Taurasi, Coda di Volpe bianca e la rarissima Coda di Volpe rossa (e non manca una, seppur esigua, produzione di Fiano e Trebbiano).

Circa 2mila sono le bottiglie di Aglianico denominato “Passione“, 1.500 quelle di Taurasi “Padre”, quindi le 500 bottiglie di Coda di Volpe Bianca “Quarta Generazione” e a chiudere le sole 250 bottiglie di Coda di Volpe Rossa “Volpe Rossa“. 

«Gli ettari di proprietà -ci spiega Enza- sono circa 4. Due di questi sono vecchia raggiera postfillossera e comprendono, oltre ai cloni dell’Aglianico locale, le piante ormai centenarie di Coda di Volpe bianca e rossa».

Naturalmente, Vincenzo, uomo riflessivo e taciturno, è la vera e propria radice da cui si sviluppa l’azienda, visto che «ha rivoltato -ci racconta Enza- ogni zolla di questi terreni da quando aveva 10 anni». 

Il momento della vendemmia, che da queste parti, anche per i bianchi, arriva molto tardi (in genere mai prima della fine di ottobre), viene stabilito da Enza a seguito del semplice assaggio delle uve. Si tratta di un momento sempre particolare e delicato e in casa Saldutti si tinge di rosa. Già, perché ad aiutare Enza e il padre giungono amiche di famiglia, per nulla inserite nel mondo del vino, «che -ci spiega divertita Enza- con il trascorrere degli anni si sono fatte talmente coinvolgere da non accettare più le mie indicazioni se non sono precedute da una spiegazione».

Entrare in cantina è come entrare in una piccola bomboniera enologica. Un ambiente familiare fatto di botti e bottiglie che circondano l’antico torchio a mano posizionato nel mezzo. Ed è proprio lì che ha inizio la degustazione. Enza stappa il Quarta Generazione 2015, il Volpe Rossa 2012 e il Padre 2011. Dalla botte, poi, ci fa assaggiare il Volpe Rossa 2014 e il Padre 2013.

Il Quarta Generazione, che fa una macerazione su buccia, riposa in acciaio per oltre un anno prima di affinare in bottiglia. E’ un vino che sorprende per la sua tannicità, assolutamente poco comune nei bianchi. Al naso è un concentrato di fiori bianchi con ritorni erbacei. In bocca, invece, piuttosto equilibrato con un buon finale e il retrogusto amarognolo. Buone anche l’acidità e la persistenza.

Il Volpe Rossa, invece, fa una macerazione su buccia prima di passare, per almeno 24 mesi, in botte di rovere. Quindi 12 mesi di affinamento in bottiglia per poi finire sul mercato. Si tratta di un vino straordinario e sorprendente. In tutta sincerità, ci aspettavamo un rosso scialbo, quasi inconsistente, sia dal punto di vista della struttura che del colore, e invece abbiamo dovuto fare i conti con un vino rosso rubino intenso di 14 gradi estremamente strutturato. Al naso è frutta rossa matura, amarena e prugna innanzitutto, ma non manca una netta nota vanigliata. In bocca è morbido, vellutato, di ottimo corpo, con tannini presenti ma per nulla aggressivi. Una vera delizia.

Infine il Taurasi “Padre”, che dopo la macerazione spontanea in acciaio, verso la fine dell’inverno passa in botti grandi di castagno e ci rimane per 12 mesi. Quindi il passaggio in botti piccole di rovere esauste per ulteriori 12 mesi prima di concludere l’affinamento per altri 12 mesi in bottiglia. Si tratta di un Taurasi che non le manda a dire. I suoi 14,5 gradi si fanno sentire tutti, ma non aggrediscono il palato. Un vino strutturato, importante, ma con una bella acidità che lo fa sembrare destinato a vivere in eterno. Ottima la persistenza, un degno rappresentante dei migliori Taurasi(d’altro canto ci troviamo nell’areale probabilmente più vocato per tale produzione).

Insomma, tre assaggi assolutamente fantastici. Nel bicchiere ci abbiamo trovato Enza, i suoi terreni, la sua filosofia e questo, al netto dei gusti di ognuno, è la più grande vittoria per un vignaiolo. Ce ne andiamo a malincuore, lanciando un ultimo sguardo a quei vigneti che placidamente degradano verso il fiume Calore con una convinzione: della Cantina di Enza sentiremo molto parlare!

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