L’arma segreta dei piccoli produttori di qualità

L’arma segreta dei piccoli produttori di qualità

La tecnologia abilita l'autenticazione e la valorizzare i cibi di qualità. Si chiama trasparenza ed è l'asso nella manica dei piccoli produttori per vincere la concorrenza globale, attraverso il racconto di storie uniche di valore


Molti materiali di comunicazione che accompagnano i cibi, sono spesso mistificanti:
fanno riferimento a mondi contadini bucolici, presunte tecniche tradizionali, vaghi richiami a sapori antichi, tipologie di coltivazioni sostenibili, e tanti altri. Tutti elementi evocativi, lontanissimi dalle reali qualità dei prodotti pubblicizzati.

Se la maggior parte dei consumatori al momento dell’acquisto è distratto, c’è una minoranza da sempre attenta alla qualità, che tuttavia non riesce a trovare informazioni adeguate e approfondimenti utili per compiere scelte alimentari giuste e consapevoli.

Gli attuali modelli di valutazione e certificazione dei dati è gestita da terze parti - enti di certificazione - che molto spesso non permettono di accrescere la fiducia nella catena di approvvigionamento per mancanza di trasparenza, creando così grandi perdite di credibilità in merito alla qualità, sicurezza e sostenibilità alimentare.
Un grande elemento di sfiducia riguarda l’impossibilità di valutare l’integrità del cibo: la freschezza; la sostenibilità e la naturalità; il rispetto per la natura, gli animali, la terra e gli stessi contadini che coltivano e producono.
Negli anni il movimento dei consumatori attenti risulta essere in forte crescita, alimentato dagli scandali legati alla produzione di cibo e all’uso di alcune materie prime e alle probabili connessioni con alcune “nuove” malattie.
I consumatori attenti hanno interesse a “guardare dentro il cibo” che acquistano e chiedono a gran voce più trasparenza in cambio di fiducia.


LE GRANDI AZIENDE COME SI COMPORTANO OGGI?

Le grandi aziende agroalimentari sono oggi letteralmente prese di mira dai consumatori, con richieste di dati sempre più incessanti. attraverso metodologie e strumenti che non riescono a stare al passo con i tempi delle richieste. (puoi anche eliminarlo)
Un Report del Suistainability Consortium evidenzia come, al di là della sicurezza alimentare e della qualità chimico fisiche offerte, i grandi attori produttori di cibo, generalmente non hanno dati sui loro fornitori/clienti agricoli e tantomeno hanno la possibilità di integrarsi.
Il rapporto ha inoltre studiato la tipologia dei dati raccolti dalle aziende per stilare le statistiche di sostenibilità.
Solo 3 delle 14 società intervistate raccolgono dati sull'azienda agricola visitando fattorie e campi e 2 utilizzano ciò che la relazione chiama "tecnologie di precision farming" (in entrambi i casi si tratta di rivenditori di prodotti agricoli).
L’elemento più importante è svelato guardando alle metodologie consigliate ed utilizzate per la valutazione della sostenibilità: nonostante l’esistenza oggi di una grande varietà di nuovi strumenti che rendono possibile la raccolta di dati reali in agricoltura, l’attività risulta basata solo su dati teorici e non pratici. Spesso il gap nasce da barriere interne ai grandi produttori di cibo e dalle barriere esterne:
  • I coltivatori non vogliono condividere i dati per problemi di riservatezza e sicurezza;
  • Difficoltà nell’implementare gli strumenti in campo per incompatibilità tecnologica;
  • Difficoltà nell’uso delle tecnologie (accesso ad internet);
  • Metriche incoerenti su piattaforme;
  • Dati richiesti troppo complessi;
  • mancanza di contesto o valore chiaro.

OPPORTUNITÀ

Il comportamento scorretto nel settore agroalimentare ha molto spesso penalizzato i piccoli produttori artigianali perché, pur avendo etichette perfettamente legali, fornivano e forniscono poche informazioni, non consentendo così al cliente di conoscere a fondo la realtà dell’azienda e penalizzando la valorizzazione della qualità degli alimenti prodotti.

Oggi è finalmente giunta l’occasione, per i piccoli produttori di cibi di qualità, di poter recuperare una parte di mercato persa, colmando il vuoto di informazioni da una parte lasciato dalle grandi aziende, dall’altra dall’impossibilità di valorizzare i prodotti da parte dei produttori di bassa qualità.
I produttori di qualità, possono finalmente rispondere alle esigenze della clientela facendo leva sulla tecnologia e sull’uso di etichette trasparenti.
Così come anche la Fondazione Slow Food sostiene, oggi c’è la reale necessità di raccontare e narrare in modo nuovo la Qualità (inserire link qualità), anche e soprattutto attraverso il racconto di storie.
Occorre fornire informazioni sulle caratteristiche dell’ambiente e del territorio, sulle tecniche di trasformazione, sui metodi di conservazione e di commercializzazione, sulla sostenibilità ambientale e, naturalmente, sulle caratteristiche organolettiche e nutrizionali.
Tutti gli elementi elencati hanno l’obietto di guidare i nostri clienti in un viaggio nella storia del prodotto, che trasmetta emozioni vere e che permettano di scegliere in modo consapevole quel che si vuol consumare.

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L'autore enzo

Sono un imprenditore nel campo dell'innovazione oltre che essere un imprenditore agricolo. Amo il buon cibo di Qualità ed i vini naturali. IdentikEat è il frutto di un mio grandissimo sogno, che grazie al socio Vins ed al grandioso team di IdentikEat è divenuta una realtà. Grazie ad IdentikEat riusciremo a dare contezza ad un termine tanto abusata da produttori agroalimentari senza scrupoli, ovvero il concetto di QUALITA'. - Per Aspera ad Astra