Comprare Bio o Non Bio, questo è il problema... del consumatore

Comprare Bio o Non Bio, questo è il problema... del consumatore

Il bio sta vivendo un periodo di grande crescita ed è per molti una frontiera oramai superata, perchè bio, cosa vuol dire?


Secondo il nuovo report Nonisma / AssoBio presentato durante il SANA 2019 i nuovi modelli di scelta dei consumatori in campo di cibo e bevande, mettendo in evidenza un fattore molto importante: i consumatori europei, che sentono la necessità di esser rassicurati su Sicurezza e Qualità dei prodotti sono disposto a spende in media dal 30 al 50% in più (con punte che arrivano al 400%), al fine di accaparrarsi prodotti agroalimentari realmente BIOLOGICI!

COSA CERCA IL CONSUMATORE? 

Le ragioni che spingono i consumatori a riconoscere un mark-up sono principalmente tre:
  1. il 51% degli intervistati sceglie il bio “perché è sano, perché fa bene”:
  2. il 47% perché offre maggiori garanzie in termini sia di sicurezza che di qualità;
  3. il 26% predilige i prodotti biologici per motivazioni ambientali perché non inquinano.
Sapendo che spesso i consumatori non sapranno che il prodotto è biologico, fin quando non saranno informati attraverso un minimo segno distintivo come un’etichetta o altro segno di riconoscimento, possiamo definire che il mercato è caratterizzato da una fortissima asimmetria informativa, che rende il “Premio di prezzo” una fonte del tutto arbitraria al quale molto spesso influenzano i consumatori attraverso fattori esterni.

In altre parole, è del tutto plausibile che i consumatori di alimenti biologici ignorino la necessità di conoscere informazioni puntuali inerenti le cause sociali ed ambientali, il benessere degli animali e la sicurezza e salubrità alimentare avendo in mente solo l'idea dell'elusione dei pesticidi. Quindi, i consumatori possono definirsi informati se e solo se ci sono indicazioni in merito ad sono ingredienti biologici, certificati biologici etc.

L’evoluzione delle richieste dei consumatori per maggiori standard di sicurezza e qualità sono relegati a fattori come i vari accadimenti/scandali che si sono susseguiti nel tempo, oltre che ad un maggiore potere di spesa ed alla crescita dell’importanza data ad una dieta salutare (Bellia, 1987; CarraÁ , 1999).
Asp già nel 1999 identificà un elevato numero di fattori e barriere che influenzano le decisioni di consumo di ogni individuo, come i fattori culturali, psicologici e gli stili di vita oltre che i trend del cibo e le barriere

La necessità e la richiesta di maggiori garanzie da parte del consumatore ha spinto il mercato ad un valore di oltre 33 miliardi di euro nella sola EU così come il comparto agricolo biologico con una crescita di circa 400 mila ettari in più all’anno convertiti e coltivati con “metodi biologici”

COSA SIGNIFICA CERTIFICAZIONE BIOLOGICA?

Per rispondere facciamo riferimento ad un lavoro di ricerca della Professoressa Vindigni del 2002

“An organic label indicates that a product was produced using a certain environmentally-friendly agricultural practice. The term organic is referred to as a process claim, not a product claim. Products of organic agriculture are defined by technology and input used in the production process and not by inherent properties of the product itself. Despite the process claim, consumers often perceive organic products as representing an environmentally friendly mode of production as well as having certain intrinsic quality and safety characteristics.”

Secondo il Codex Alimentarius, il regolamento sovrano degli scambi internazionali, la definizione di agricoltura bioliogica è “un modello di gestione olistico che promuove e migliora il benessere degli agrosistemi, includendo biodiversità, cicli biologici e attività biologica della terra”.
Fra I principi promossi dall’IFOAM, che rendono unica l’agricoltura biologica, c’era anche la quasi totale assenza di prodotti sintetici (proibiti) e la strutturazione del terreno tramite rotazioni obbligatorie (Le Guillou e ScharpeÁ, 2001).

Pertanto come già citato, consumare biologico non significa consumare un prodotto sano, ma significa consumare un cibo prodotto in modo sano  “Garanzia di Processo e non “Garanzia di Prodotto”.

Al fine di rendere il termine “biologico” una garanzia / certificazione di qualità a tutto tondo per il consumatore, già dal 2015 IFOAM, la Federazione internazionale dei movimenti per l'agricoltura biologica, in risposta al mercato, ha elaborato un nuovo modello di biologico definito Organic 3.0 (Bio 3.0):

  • Organic 1.0 è stato avviato dai numerosi pionieri, che hanno osservato i problemi con la direzione che l'agricoltura stava prendendo alla fine del 19 ° secolo e all'inizio del 20 ° secolo, sendendo la necessità di un cambiamento radicale.
  • Organic 2.0 iniziò negli anni '70 quando gli scritti e i sistemi agricoli sviluppati dai pionieri furono codificati in standard e successivamente in sistemi normativi cogenti per chiunque volesse produrre prodotti bio.
  • Organic 3.0 intende portare il biologico fuori dalla sua attuale nicchia nel sistema mainstream e nel posizionare i sistemi bio come parte delle molteplici soluzioni necessarie per risolvere le enormi sfide affrontate dal nostro pianeta e dalla nostra specie.

COME COMPORTARSI?


Per verificare il rispetto dei parametri richiesti, gli italiani fanno particolare attenzione all’origine di quanto acquistato, agli ingredienti dichiarati in etichetta e al metodo di produzione. Questo interesse nasce dalla necessità di avere maggiori ed immediate informazioni in fase di scelta, al fine di sapere cosa porta in tavola indipendentemente da dove lo acquista.
Infatti dando uno sguardo al luogo dove avviene l’acquisto, il 44% dei consumatori bio fa la spesa nei supermercati della grande distribuzione organizzata. Una scelta determinata da comodità, convenienza e assortimento. Mentre chi opta per i rivenditori specializzati, ovvero il 19% degli intervistati, lo fa perché si fida maggiormente della selezione dei prodotti e perché ritiene di poter trovare maggiore qualità rispetto agli altri canali di vendita, grazie ad una presumibile scelta frutto di controlli.

Possiamo pertanto affermare che il consumatore odierno gestisce le proprie aspettative di benessere basandosi su scelte di pura casualità o facendo riferimento alla c.d. "divina provvidenza" per quanto concerne i caratteri di salubrità, sostenibilità e sicurezza di quel che consuma, riponendo tutte le proprie aspettative nel maggior #investimento monetario!

Alcune #domande, per attori differenti, nascono spontanee:

1) Tutti i commercianti vendono promuovendo i propri prodotti come “prodotti di qualità”, ma quanto può fidarsi il consumatore dei prodotti che compra?
2) Data l'attuale "crisi" del consumatore, che agisce riponendo nel dio #moneta tutte le aspettative inerenti la qualità del prodotto, come agiranno i produttori per accaparrarsi quote di mercato e creare un #markup che permetta di uscire dall’attuale crisi delle materie prime?

che tu sia un consumatore in cerca di #sicurezza, #sostenibilità e #trasparenza che vuol consumare in modo #conscio o che tu sia un produttore di qualità volenteroso di poter offrire al mercato un prodotto superlativo, non hai altro che richiedere o usare un' #etichettatrasparente!

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L'autore enzo

Sono un imprenditore nel campo dell'innovazione oltre che essere un imprenditore agricolo. Amo il buon cibo di Qualità ed i vini naturali. IdentikEat è il frutto di un mio grandissimo sogno, che grazie al socio Vins ed al grandioso team di IdentikEat è divenuta una realtà. Grazie ad IdentikEat riusciremo a dare contezza ad un termine tanto abusata da produttori agroalimentari senza scrupoli, ovvero il concetto di QUALITA'. - Per Aspera ad Astra