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Fornerie Laertine, è nato con l’intento di restituire al pane il giusto ruolo nella sana e bilanciata alimentazione quotidiana.

La conoscenza tramandata dalle quattro generazioni di panificatori, ha permesso a Fornerie Laertine, di poter recuperare la tradizione e di tornare a fare il pane buono “COME UNA VOLTA”, soddisfacendo le richieste dei consumatori più attenti e la ricerca di un prodotto genuino, che può essere consumato da tutta la famiglia.

FARINA
Perseguendo la scelta di trasparenza nella produzione verso il cliente finale, selezione produttori di grande ed investe su di essi stipulando un accordo di filiera.

LIEVITO
L’utilizzo esclusivo di lievito madre, permette una conservabilità del prodotto più duratura, oltre a garantire la facilità di assorbimento delle sostanze nutritive ed una riduzione del tasso glicemico.

ACQUA
L’acqua utilizzata proviene direttamente dall’Acquedotto Pugliese, la cui qualità viene controllata ogni mese e filtrata tramite il sistema di purificazione di Fornerie Laertine.

IdentikEatIl produttore

Fornerie Laertine

Quando nonna Rosa e nonno Leonardo si incontrano, non avrebbero mai pensato che la storia della loro famiglia avrebbe avuto l’odore del pane cotto a legna e il sapore della farina, quella buona ricavata dai grani antichi.
Negli anni ’30 a Laterza, mentre il mondo combatteva la sua guerra, nonna Rosa, ogni giorno, prima del tramonto, impastava a mano farina, lievito madre e acqua, ingredienti tanto semplici, quanto preziosi che, combinati e dopo una lunga lievitazione, si trasformavano in pane.

Le grandi forme di pane che nonna Rosa portava al forno rionale, entravano in molte case e, inciso nella pasta fresca, avevano il nome del suo sposo. Una B e una L, che con la cottura si sarebbero fatte spazio tra la crosta, per rimarcare l’appartenenza a quel tempo; a quella famiglia; a quel pane buono.
Nonno Leonardo, con il suo carro da trasporto carico di tutti i prodotti laertini, aspettava che il pane di Nonna Rosa uscisse dai forni per poi avventurarsi nel viaggio che l’avrebbe portato a Bari. Il pane e i prodotti attraversavano parte della Puglia, per venire scambiati con stoffe e altri beni.
Un baratto di sensi, gusti e necessità.
La guerra finì. Il mondo cambiò. I figli crebbero e arrivarono i nipoti.
Nonna Rosa invece, continuò a conservare nelle sue mani la memoria della ricetta del pane fatto “come una volta” e Leonardo, suo nipote, ormai adolescente, decise di raccogliere l’eredità di sua nonna: fare il pane buono.
Negli anni ’70 tra pantaloni a zampa, figli dei fiori, rivoluzioni e pane sempre più industriale, Leonardo capì che per guardare al futuro, doveva tenersi stretto il passato.
Avrebbe continuato a rispettare il pane e gli ingredienti sani. Avrebbe continuato a preparare il pane come faceva nonna Rosa.
Così oggi, nelle sue Fornerie Laertine, Leonardo insieme alla sua famiglia, inforna il pane prima che il sole si svegli.

Il pane come quello preparato da nonna Rosa, buono “come una volta”.

Laterza si colloca all’interno del suggestivo anfiteatro naturale delle murge, nella parte nord-ovest della provincia jonica.

Uno dei canyon tra i più grandi di Europa, si affaccia direttamente sul Golfo di Taranto; gravine spettacolari, lunghe più di 12 km; numerose grotte e caverne, utilizzate sin dall’antichitá come luogo di sosta dai pastori transumanti, caratterizzano la parte a Sud della Puglia, culla della Magna Grecia,.

Il territorio laerte, ancora oggi, mostra i segni della sua antica origine geologica: pareti a strapiombo che lasciano nascere tra le fessure della roccia una vegetazione a “macchia mediterranea”, ricca di specie vegetali rare che hanno saputo adattarsi alle particolari condizioni climatiche e alla scarsità di apporto idrico.

Boschi di Lecci, Ginepri, Quercus Troiana, Lentischi fanno da cornice al variopinto sottobosco di Dente di leone pugliesi o Campanula Versicolor e ospitano una fauna che comprende alcune tra le specie di volatili a più alto rischio di estinzione dell’Europa meridionale.

Il Capovaccaio o Avvoltoio degli Egizi, il Falco Grillaio, il Nibbio Bruno, il Falco Lanario, il Gufo reale, la Ghiandaia marina, l’Ululone dal ventre giallo, il Falco Pellegrino, il Gufo comune, l’Assiolo, l’Allocco, il Barbagianni, la Monachella, il Biancone, il Gheppio, il Passero Solitario, convivono con Gechi di Kotchi, Istrici, Volpi, Tassi e di un gran numero di cinghiali.

Laterza e i suoi dintorni, ricchi di innumerevoli insediamenti rupestri e reperti acheologici di inestimabile valore, riportano alla sua fondazione in epoca eneolitica; testimoniano l’influenza romana e greca e fanno di Laterza un crogiolo di storia e tradizione artigianale, rappresentata non solo dall‘arte panificatoria, ma  anche dall‘importante produzione di maioliche che, tra il 1600 e il 1700, rifornivano le commesse borboniche e vaticane ed oggi sono conservate in alcuni tra i musei più importanti al mondo.

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Foto Attività: Fornerie Laertine

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